PAT - Piano di Assetto del Territorio

Ultima modifica 26 maggio 2021

IL PAT: BREVE INTRODUZIONE GENERALE

Il Piano di Assetto del Territorio (PAT), istituito dalla Legge Regionale 11/2004, è uno strumento di pianificazione comunale, che sostanzialmente costituisce la parte strategica del vecchio PRG e considera solo gli aspetti fondamentali o strutturali del territorio, fissandone gli obiettivi di sviluppo, tutela e conservazione.
Il PAT deve dare poche idée, ma chiare, per poi cedere la parola ad uno strumento attuativo (Piano degli Interventi: PI).

Le sue caratteristiche innovative rispetto al PRG sono di seguito elencate.
- Particolare attenzione alla coerenza con gli strumenti pianificatori di livello superiore (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento e Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).
- Attenzione alla concertazione con tutti i soggetti pubblici.
- Partecipazione alla fase pianificatoria di associazioni economiche e sociali nonché dei singoli cittadini, attraverso l’istituto obbligatorio della Consultazione.
- Attenzione alle valenze ambientali, che potrebbero essere compromesse da scelte non attentamente ponderate, per la cui tutela viene istituito lo strumento della Valutazione Ambientale Strategica (VAS): nasce con il PAT e ne accompagna la redazione.

IL PAT individua gli ambiti da riqualificare, valorizzare o da tutelare e le aree idonee a migliorare la qualità urbana.

Introduce nuovi concetti:
Invarianti, che sono le peculiari valenze ambientali paesaggistiche e idrogeologiche da tutelare;
ATO (ambito territoriale omogeneo) nei quali viene ripartita la possibile crescita edilizia; gli ATO costituiscono l’occasione per stabilire i parametri fondamentali per il dimensionamento del piano;
per ogni ATO si devono stabilire alcuni parametri, come Superficie agricola utilizzata: SAU, per la quale è fissato un limite da non superare.

Il PAT è introdotto dal Documento Preliminare (DP), che individua gli obiettivi strategici per il territorio da affrontare con il PAT.

Il PAT è composto dai seguenti elementi.
- Relazione.
- Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale (rappresenta i vincoli stabiliti da Stato e Regione).
- Carta delle invarianti (le situazioni di fatto da considerare necessariamente: geologia, idrogeologia, ambiente, paesaggio, architettura)
- Carta delle fragilità (suddivise in tre tipi: a) natura dei terreni al fine dell’edificazione; b) idraulica; c) ambientale-monumentale-paesaggistica).
- Carta delle trasformabilità (rappresenta l’esito delle prime tre).
- Norme.
- Banca dati de quadro conoscitivo.

Il Piano degli Interventi (PI), costituisce la parte complementare del PRC (Piano Regolatore Comunale), che ne precisa i dettagli attuativi, come ad esempio la localizzazione delle aree da destinare alla viabilità, ai servizi pubblici, alle varie attività (produttive, commerciali,residenziali...) e a tutto quanto serve allo sviluppo del territorio.

L’aspetto innovativo è costituito dalla ricerca della sinergia e della coerenza,anche temporale, tra gli interventi dei soggetti pubblici e privati e la volontà di porre fine alla frammentarietà dell’uso delle potenzialità edilizie, per limitare lo spreco del territorio.

http://www.pat.marostica.gov.it/

(in fase di elaborazione)