โ™Ÿ๏ธ NASCE A MAROSTICA IL MUSEO DEGLI SCACCHI โ™Ÿ๏ธ

Pubblicato il 6 maggio 2022 โ€ข About Marostica , Avvisi
 
 
 
 
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โ™Ÿ La dote inziale del Museo degli Scacchi di Marostica proviene dalla donazione della collezione di Giovanni Longo, 63 anni, tra le più ricche in Italia. Essa conta circa 200 set, oltre a orologi da torneo, quadri, oggetti, buste primo giorno.
 
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L’allestimento del Museo degli Scacchi è stato affidato all’architetto Antonio Ravalli, rinomato per importanti interventi museali in numerose città tra cui Ferrara, Fano, Bergamo. È in via di definizione un comitato tecnico che si occuperà dell’attività del Museo. In programma l’allargamento della collezione attraverso l’istituzione di un fondo per ulteriori acquisizioni. Periodicamente saranno allestite mostre a tema, saranno organizzati incontri con studiosi, verranno promosse iniziative formative e agonistiche. Fondamentale il contributo di Associazione Pro Marostica, custode dell’immenso patrimonio scacchistico legato alla Partita a personaggi viventi, emblema della città.
 
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La collezione Giovanni Longo nasce nel 1972 con un set di scacchi regalato dal padre. Ora è composta da oltre 200 set provenienti da ogni parte del mondo e di diverse epoche, figurativi e convenzionali. Dagli scacchi indiani a fini intarsi agli scacchi islamici aniconici, dai primi set da viaggio - come i Pin-Cushion, pezzi policromi in avorio a spillo di fine '700 che si conficcavano in cuscini utilizzati in carrozza dagli aristocratici durante i lunghi tragitti - ai primi set utilizzati nei Caffè parigini e londinesi nell’800. Un'attenzione particolare è dedicata alle realizzazioni di artisti moderni. Per citarne solo alcuni, il Minotaurs del tedesco Paul Wunderlich, la Scacchiera Rosenthal di Marcello Morandini, Il gioco del mondo di Giò Pomodoro, il Puzzle chess set di Franco Rocco e gli splendidi Scacchi di Baj, 32 pezzi in legno di circa 75 cm su una scacchiera di 272 x 272 cm.
 
๐Ÿ“ท Stamattina la presentazione ufficiale al Castello Inferiore con gli amministratori, il collezionista Giovanni Longo e i rappresentanti di Pro Marostica e delle associazioni culturali